Cos’è la facilitazione
È una modalità di lavoro incentrata sulla gestione dei processi multistakeholder in modo partecipativo, attraverso l’utilizzo di metodologie largamente sperimentate e consolidate nella prassi di contesti caratterizzati da gruppi eterogenei, con competenze e interessi differenti.

In pratica
È una attività svolta da un soggetto terzo, con adeguate abilità e competenze in materia di gestione di processi di dialogo e deliberazione in contesti multiparte, finalizzata a:
- aumentare il coinvolgimento dei portatori di interesse alla progettazione di interventi e iniziative;
- stimolare l’analisi di e la soluzione a problemi complessi in modo condiviso e partecipato;
- prevenire e trasformare i conflitti all’interno di un gruppo, di un’organizzazione o di un determinato contesto sociale e territoriale.
È una pratica riconosciuta a livello internazionale dalla IAF (International Association of Facilitators), che certifica e accredita facilitatori in tutto il mondo. In Italia il suo utilizzo è in rapida crescita tanto nel settore pubblico che in quello privato, in particolare per i processi connessi ad opere o iniziative di carattere ambientale.
“Lo strumento più potente in economia non è il denaro, e nemmeno l’algebra. È una matita. Perché con una matita si può ridisegnare il mondo.”
Kate Raworth
Ma quindi cosa faccio come facilitatore?

L’architetto
Disegno i processi di partecipazione, personalizzandoli a seconda delle esigenze della committenza, preparando ogni passaggio, anche sotto il profilo logistico e curando la restituzione di quanto via via viene prodotto durante il lavoro fatto insieme, per mettere in mano alle organizzazioni strumenti partecipativi efficaci, utili e facilmente scalabili.

Il pilota
Gestisco e modero gli incontri e i flussi di informazione, aiutando i gruppi a lavorare insieme mantenendo un ruolo terzo e neutrale. Il mio compito non è quello di spiegare cosa bisogna fare, ma di suggerire come farlo. Propongo alcune possibili strade da seguire, offro strumenti per stimolare l’intelligenza collettiva, sono attento a rendere chiari tutti i passaggi, verifico il raggiungimento degli obiettivi e misuro l’impatto del lavoro svolto.

La guida
Durante le sessioni di lavoro creo percorsi di sviluppo e ricerca collettiva di idee e soluzioni, incentrati sul coinvolgimento e partecipazione creativa, instaurando un clima collaborativo che permette alle buone idee di emergere. So riconoscere e valorizzare la diversità per garantire un’effettiva inclusione, stimolare la creatività e gestire gli eventuali conflitti per condurre il gruppo verso i risultati desiderati.
Le mie competenze
Come Facilitatore Professionale Certificato (CPF – Certified Professional Facilitators) sono in grado di soddisfare pienamente un set di competenze chiave riconosciute a livello internazionale e mi impegno a rispettare la Dichiarazione dei Valori e il codice etico della IAF (International Association of Facilitators).
Tra le competenze dei facilitatori certificate dalla IAF troviamo:
Instaurare relazioni collaborative con i clienti

Per ottenere buoni risultati come CFP so stabilire i ruoli e il livello di coinvolgimento degli stakeholder, progettare percorsi appropriati al fine di ottenere i risultati voluti, stabilire i criteri di valutazione di tali risultati e gestire efficacemente eventi composti di sessioni multiple.
Pianificare processi di gruppo in maniera appropriata

In ogni percorso che sono chiamato a facilitare sono in grado di promuovere una partecipazione aperta, nel rispetto della cultura del cliente e della diversità dei partecipanti, anche coinvolgendo tutti coloro che hanno diversi approcci all’apprendimento e diversi modi di elaborare le informazioni. Inoltre mi accerto di organizzare lo spazio e la logistica in modo appropriato a promuovere le finalità dell’incontro, pianificare l’uso efficace del tempo e favorire un’atmosfera appropriata per raggiungere l’obiettivo di tutte le sessioni o riunioni.
Instaurare e mantenere un ambiente partecipativo

Grazie alla mia esperienza sono in grado di usare una molteplicità di metodi e processi partecipativi, praticare l’ascolto attivo, riconoscere e valorizzare la diversità, garantendo l’inclusione. Queste caratteristiche mi permettono di gestire con efficacia i conflitti e stimolare la creatività di gruppo.
Condurre il gruppo verso risultati appropriati e utili

Nel tempo ho consolidato e affinato la capacità di condurre il gruppo con metodi e processi chiari per facilitare la presa di consapevolezza del gruppo riguardo ai propri compiti, guidare e i partecipanti verso risultati desiderati e consensuali fino a valutare e comunicare i progressi ottenuti dal gruppo.
Costruire e mantenere aggiornato il proprio sapere professionale

La formazione specifica ottenuta come Facilitatore Professionale Certificato IAF mi ha permesso di acquisire e consolidare la conoscenza teorica e pratica di processi di facilitazione di gruppi e in campi correlati allo studio di persone, organizzazioni, gruppi e processi. Il percorso formativo e l’esperienza mi hanno permesso inoltre di conoscere e sperimentare una varietà di modelli e processi utili ad aiutare i gruppi a generare idee, risolvere problemi, stabilire priorità, prendere decisioni e pianificare; oggi conosco e utilizzo molti di metodi e tecniche per il lavoro in gruppo, frutto della pratica e dell’apprendimento continuo di ambiti, studi e conoscenze relativi al campo della facilitazione.
Mantenere comportamenti professionali coerenti con il ruolo di facilitatore del processo

Come professionista IAF certificato mi impegno costantemente nel praticare autovalutazione e auto-consapevolezza oltre ad agire con integrità, secondo la Dichiarazione dei Valori e il codice etico IAF, cercando in ogni progetto di avere fiducia nel potenziale del gruppo, mostrando neutralità verso i risultati, mantenendo una posizione oggettiva, non difensiva e non giudicante.

