Un incontro sull’economia per le ragazze e i ragazzi e un esperimento di dialogo intergenerazionale
Obiettivi del percorso
Internazionale Kids a Reggio Emilia è un festival di giornalismo per bambine e bambini, organizzato dal Comune di Reggio Emilia in collaborazione con il mensile Internazionale Kids. Per tre giorni giornalisti, scrittori, scienziati, illustratori e fotografi parlano di attualità, ambiente, informazione, tecnologia, politica, economia e molto altro.
Durante gli incontri che ho facilitato, abbiamo affrontato insieme alle ragazze e ai ragazzi questioni fondamentali legate all’economia e alla partecipazione civica. Il primo incontro, “L’economia va cambiata?“, ha stimolato una riflessione critica su come ognuno di noi possa influenzare il sistema economico, bilanciando interessi personali e bisogni collettivi. Il secondo incontro, “L’assemblea da zero a cento“, ha avuto come obiettivo quello di dare voce a tutte le generazioni, creando uno spazio in cui grandi e piccoli potessero discutere insieme con pari dignità. Ho cercato di incoraggiare una partecipazione attiva e inclusiva, affinché ogni partecipante potesse contribuire alle discussioni.

Cosa abbiamo fatto
Incontro 1: L’economia va cambiata?
Per il primo incontro, ho utilizzato una serie di strumenti interattivi per coinvolgere i partecipanti. Abbiamo iniziato con un confronto sui modelli di successo contemporanei, invitando ognuno a posizionarsi sotto l’immagine del personaggio pubblico che più lo rappresentava. Questo esercizio ha permesso di esplorare le caratteristiche dell’Homo Oeconomicus contemporanea, il modello razionale di uomo economico, e mettere in discussione se realmente ci rispecchiamo in questo ideale.
Ho introdotto concetti chiave come l’Antropocene e le disuguaglianze, utilizzando cartelloni e materiali visivi per rendere tangibili le problematiche economiche attuali. La discussione si è poi spostata su come ripensare l’economia tenendo conto dei limiti ambientali e sociali del nostro pianeta.
Incontro 2: L’assemblea da zero a cento
Il secondo incontro è stato un vero e proprio esperimento, nato dall’idea di creare le condizioni per una discussione generativa fra persone di diverse età su un argomento deciso dai partecipanti stessi. Ho creato un ambiente accogliente con cuscini disposti in cerchio per favorire la partecipazione. Ho presentato l’idea di un’assemblea inclusiva dove persone di tutte le età potessero esprimere le proprie opinioni. Dopo una breve introduzione, i partecipanti sono stati invitati a proporre argomenti da discutere, scrivendo le loro idee su fogli colorati.
Abbiamo utilizzato la tecnica del Silent Debate, annotando i contributi di tutte e tutti su un grande cartellone centrale. Questo ha permesso di riflettere e contribuire senza interruzioni, creando uno spazio di ascolto attivo. Infine, abbiamo rielaborato i temi emersi per parole chiave, facilitando una sintesi delle idee condivise.
Non è impossibile
Adulti e ragazzi possono confrontarsi sullo stesso piano in un contesto dove tutte le opinioni hanno lo stesso peso a prescindere dall’età. L’esperimento ha funzionato davvero bene: i partecipanti hanno deciso insieme di discutere del rapporto con le nuove tecnologie, e hanno potuto farlo in modo libero, favoriti da un ambiente in cui il facilitatore si curava di “appiattire” eventuali ostacoli e squilibri di potere. E’ stato un incontro particolarmente significativo di scambio intergenerazionale, in cui abbiamo sperimentato che la partecipazione civica non ha età se viene curata, preparata e facilitata.
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