Dialogo aperto con il pubblico sul modo in cui produciamo, distribuiamo e consumiamo il cibo
Obiettivi del percorso
Cosa c’entrano le proteste degli agricoltori, il caporalato, le leggi dell’Unione europea con quello che c’è nel nostro frigorifero? Siamo cittadini liberi se cediamo ad altri il controllo di ciò che mangiamo e della sua provenienza?
Per il secondo anno consecutivo ho facilitato un incontro al Cortile del Castello durante il Festival di Internazionale, con l’obiettivo di stimolare un dialogo aperto e consapevole riguardo le politiche alimentari e il loro impatto sulle nostre vite quotidiane.
Attraverso la metodologia Fishbowl, abbiamo esplorato temi cruciali come il controllo della produzione alimentare, l’impatto delle leggi europee e le conseguenze delle nostre scelte alimentari. Le domande centrali hanno riguardato il potere dei cittadini nelle politiche del cibo, il ruolo dell’agricoltura come custode dell’ambiente e l’influenza della tecnologia nel settore agroalimentare.

Cosa abbiamo fatto
Il Fishbowl è una tecnica che incoraggia la partecipazione attiva e il confronto diretto. La disposizione dei posti prevede un cerchio interno, dove un gruppo selezionato di partecipanti discute liberamente, mentre il resto del pubblico ha osserva in modo attivo e può partecipare alla discussione in ogni momento, alzandosi e sostituendosi ad una delle persone sedute nel cerchio interno. Questo formato ha permesso di approfondire temi complessi, come:
- Emissioni di gas serra vs spreco alimentare: Abbiamo analizzato come il settore agroalimentare contribuisca al 20-30% delle emissioni globali e come circa il 30-40% del cibo prodotto venga sprecato.
- Denutrizione vs malnutrizione: Abbiamo riflettuto sul divario tra le 735 milioni di persone denutrite e i 600 milioni di persone che soffrono a causa di malattie legate all’eccesso di cibo, sottolineando l’importanza di scelte alimentari equilibrate.
- Fondi europei per l’agricoltura: Abbiamo discusso la percentuale del bilancio dell’UE dedicata all’agricoltura, evidenziando la necessità che il sostegno alle politiche agricole sia indirizzato verso una maggiore sostenibilità.
Durante la discussione, i partecipanti si sono alternati per intervenire nel cerchio interno, occupando una sedia vuota quando desideravano condividere le proprie opinioni. Questo flusso dinamico ha favorito un’interazione ricca e stimolante, in cui ogni voce ha contribuito attivamente al dibattito.
Scelte individuali e collettive
Un momento particolarmente significativo è stato quando abbiamo affrontato la questione delle responsabilità individuali nei comportamenti alimentari. I partecipanti hanno condiviso esperienze personali e riflessioni su come le loro scelte quotidiane possano influenzare non solo la propria salute ma anche l’ambiente. È emerso un consenso sull’importanza di diventare consumatori più consapevoli e attivi nel promuovere un cambiamento positivo all’interno delle comunità. Questo scambio di idee ha creato un forte senso di responsabilità collettiva, incoraggiando tutti a riflettere su come possiamo agire per migliorare i sistemi alimentari e sostenere pratiche più sostenibili.
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